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Come i giovani artisti emergenti vedono il mondo

Gli artisti emergenti di oggi raccontano un mondo frammentato, iperconnesso e in bilico

C’è qualcosa di urgente nell’arte dei giovani artisti emergenti di oggi, non è urgenza nel senso di fretta, ma nel senso originale della parola: qualcosa che emerge, che sale in superficie e chiede di essere visto, non raccontano il mondo come vorremmo che fosse, ma come lo stiamo vivendo: frammentato, iperconnesso, in bilico tra crisi climatica e ottimismo tecnologico, tra solitudine digitale e nuove forme di appartenenza.

L'arte contemporanea delle nuove generazioni è forse l'osservatorio più onesto che abbiamo sul presente.

L’arte contemporanea delle nuove generazioni è forse l’osservatorio più onesto che abbiamo sul presente, per questo vale la pena conoscerla non solo per gli appassionati d’arte, ma per chiunque voglia capire in quale direzione si stia muovendo la cultura.

Chi sono i giovani artisti emergenti di oggi? 

I giovani artisti contemporanei sono la prima generazione ad aver vissuto in modo integrale la transizione dall’analogico al digitale. Non hanno “scoperto” internet da adulti: ci sono cresciuti dentro. Questa doppia appartenenza al mondo fisico delle esperienze corporee e a quello virtuale delle identità online ha prodotto una sensibilità artistica che nessuna generazione precedente aveva avuto, e che oggi definisce i tratti più riconoscibili dell’arte emergente.

Gli artisti emergenti di oggi raccontano un mondo frammentato, iperconnesso e in bilico

La globalizzazione dei riferimenti culturali, la velocità delle immagini sui social media, la sovraesposizione all’informazione: tutto questo ha plasmato uno sguardo artistico simultaneamente locale e cosmopolita, radicato e nomade. Un giovane pittore di Palermo può dialogare visivamente con un’artista di Seoul senza mai averla incontrata. Un fotografo emergente di Milano può trovare la sua comunità critica su piattaforme nate in California.

Questa permeabilità dei confini geografici, culturali, disciplinari  è la cifra distintiva dell’arte emergente contemporanea, un ecosistema in continua ridefinizione che sfida le categorie tradizionali e produce linguaggi visivi sempre più ibridi e imprevedibili.

Le nuove generazioni di artisti contemporanei oltre le etichette tradizionali

Provate a chiedere a un giovane artista emergente di classificare il proprio lavoro: probabilmente vi risponderà con una pausa imbarazzata. Le categorie tradizionali  pittore, scultore, fotografo  sembrano ormai insufficienti a contenere pratiche che mescolano pittura, fotografia, videoarte, arte digitale, installazione e sound design nella stessa opera.

oltre le etichette tradizionali

Questo approccio ibrido non è eclettismo superficiale: risponde a una logica precisa ,i  linguaggi si contaminano perché il mondo che questi artisti vogliono raccontare è esso stesso ibrido. Un esempio concreto è il percorso di aChryliko nome d’arte di Christian Sacchi  che ha sviluppato un linguaggio visivo personale partendo dall’astrazione materica di Alberto Burri per poi incorporare elementi figurativi e pop, lavorando costantemente con materiali di scarto, componenti elettroniche e oggetti di uso quotidiano fissati con colate di resina. La mixed media non è una scelta stilistica ma una necessità espressiva.

Ciò che accomuna i giovani artisti contemporanei non è un’estetica comune, ma un’attitudine comune: quella di non accontentarsi di un unico strumento per dire quello che hanno da dire.

I temi che attraversano l’arte contemporanea delle nuove generazioni

Chi sono? A cosa appartengo? Queste domande, antiche quanto l’arte stessa, tornano con rinnovata urgenza nell’opera dei giovani artisti emergenti. Ma le risposte o le non-risposte sono radicalmente nuove.

Provate a chiedere a un giovane artista emergente di classificare il proprio lavoro: probabilmente vi risponderà con una pausa imbarazzata.

L’identità non è più qualcosa di dato, di ereditato, di stabile. È qualcosa che si costruisce, si negozia, si mette in discussione continuamente. Gli artisti emergenti raccontano identità plurali, fluide, spesso in conflitto: identità di genere che rifiutano le categorie binarie, identità culturali ibride di chi appartiene a più mondi senza sentirsi completamente a casa in nessuno, identità digitali che coesistono e a volte si scontrano con quelle fisiche.

Il ritratto, nella sua accezione più ampia, è tornato al centro della ricerca artistica. Ma il volto che questi artisti dipingono, fotografano o modellano non è mai soltanto un volto: è un campo di forze, un archivio di storie, un territorio conteso.

Nell’arte contemporanea delle nuove generazioni il focus ricorrente tocca l’ambiente e sostenibilità 

La crisi climatica non è uno sfondo nelle opere dei giovani artisti contemporanei: è un protagonista.

Non come slogan o denuncia didascalica, ma come materia viva che entra nei materiali scelti, nei processi produttivi, nelle domande che l’opera pone allo spettatore.

La crisi climatica non è uno sfondo nelle opere dei giovani artisti contemporanei: è un protagonista. Non come slogan o denuncia didascalica, ma come materia viva che entra nei materiali scelti, nei processi produttivi, nelle domande che l'opera pone allo spettatore.

Per aChryliko il riciclo è il cuore pulsante della ricerca artistica: l’artista smonta elettrodomestici, recupera ingranaggi, schede e lampadine, e trasforma ogni frammento in elemento compositivo, convinto che ogni oggetto una volta esaurito il suo utilizzo pratico possa avere una seconda vita ancora più significativa. Non si tratta di un gesto decorativo: nelle sue opere si immagina un futuro distopico in cui l’essere umano, responsabile dell’inquinamento e della produzione eccessiva di rifiuti, è costretto a sopravvivere grazie a ciò che prima gettava via  una sorta di rigenerazione forzata, come se fossimo diventati macchine che si riparano con i propri scarti.

Molti altri artisti emergenti lavorano con materiali organici destinati al degrado, con land art che riconcilia il gesto umano con il paesaggio, o con installazioni che rendono visibile la tensione tra la bellezza del mondo naturale e la violenza silenziosa che gli stiamo infliggendo. L’arte ambientale delle nuove generazioni non vuole consolare: vuole rendere visibile ciò che preferiamo non vedere.

La street art come rigenerazione urbana: il caso John Blond

Tra i giovani artisti contemporanei che lavorano nello spazio pubblico, John Blond rappresenta uno dei casi più interessanti per come il suo lavoro intreccia estetica e responsabilità verso la comunità. La sua Noodle Art cioè un pattern di linee nere irregolari su sfondi dai colori vivi, capaci di adattarsi a qualsiasi superficie e scala non è solo una firma visiva riconoscibile: è una filosofia di intervento urbano.

John Blond è tra le voci più significative della scena pubblica

Ne è esempio emblematico l’episodio della panchina vandalizzata allo skate park di piazzale Valdo Fusi a Torino, ridipinta da Blond in occasione della mostra Banksy & Friends. Quando l’opera viene nuovamente danneggiata, l’artista sceglie di non intervenire: lasciare il segno del vandalismo diventa una risposta che affida al pubblico la lettura della vicenda, tra bellezza, degrado e memoria condivisa. Un gesto minimo, ma denso di significato.

A scala istituzionale, i suoi Noodles hanno decorato le pareti dell’Oval Lingotto durante Expocasa 2025, trasformando gli spazi d’ingresso in un’installazione permanente dove il linguaggio fluido dell’artista dialoga con l’architettura industriale. Due interventi opposti per contesto e dimensione, accomunati dalla stessa convinzione: l’arte può restituire alla città spazi con un significato nuovo.

Tecnologia e vita quotidiana nell’arte contemporanea

Intelligenza artificiale, realtà aumentata, algoritmi che plasmano le nostre preferenze e le nostre relazioni: la tecnologia non è soltanto uno strumento nell’arte dei giovani artisti emergenti è anche il suo soggetto privilegiato.

Tecnologia e vita quotidiana nell'arte contemporanea Alessandro D'Aquila e le sue Tavole Ottometriche Poetiche

Un caso particolarmente significativo è quello di Alessandro D’Aquila, artista classe 1989 che da anni indaga i limiti della comunicazione e la percezione del linguaggio attraverso l’uso del braille nelle arti visive. Il suo lavoro tocca direttamente il rapporto tra tecnologia e conoscenza: in un’epoca in cui l’intelligenza artificiale ci promette accesso illimitato al sapere, D’Aquila sente la necessità di creare un limite, di introdurre un elemento di incomunicabilità proprio per poter comunicare qualcosa di essenziale.

Nelle sue Tavole Ottometriche Poetiche, testi di poesia vengono decomposti attraverso il braille  resi illeggibili alla vista, ma accessibili al tatto producendo un cortocircuito percettivo che mette in discussione il primato dell’immagine nel contemporaneo. 

Quello di D’Aquila non è però un atteggiamento anti-tecnologico: è un’indagine lucida su come le tecnologie stiano riconfigurando il modo in cui sentiamo, pensiamo e accediamo alla conoscenza.

L’importanza di seguire percorsi artistici contemporanei autentici

Non tutto ciò che circola sotto l’etichetta “arte emergente” merita la stessa attenzione. Imparare a distinguere una ricerca autentica da un “prodotto confezionato per il mercato” è una competenza che si affina nel tempo  ma ci sono alcune domande utili da farsi davanti a un’opera: c’è coerenza tra i diversi lavori dell’artista? C’è una domanda, anche implicita, a cui l’opera cerca di rispondere? L’artista ha qualcosa da dire che non potrebbe dire altrimenti?

Non tutto ciò che circola sotto l'etichetta "arte emergente" merita la stessa attenzione. Imparare a distinguere una ricerca autentica da un "prodotto confezionato per il mercato" è una competenza che si affina nel tempo

Seguire artisti contemporanei che si tratti dei pattern urbani di John Blond, delle tele materiche di aChryliko o delle installazioni braille di Alessandro D’Aquila significa anche seguire il cambiamento sociale prima che emerga nei dati, nelle statistiche, nei titoli di giornale. Gli artisti sono spesso i primi a percepire le tensioni sotterranee di un’epoca e a trovare forme per renderle visibili. In questo senso, la nuova arte contemporanea non è un passatempo per pochi: è una risorsa culturale per tutti.

Giovani artisti emergenti_ perché sceglierli per la tua casa

Giovani artisti emergenti: perché sceglierli per la tua casa

Entrare in un’abitazione arredata con le opere di giovani artisti emergenti e avvertire immediatamente un’atmosfera vibrante, un’anima invisibile ma tangibile, è un’esperienza rara. Non sono i mobili di design industriale a creare questa magia, né la disposizione dei punti luce o la scelta di un rivestimento di tendenza. È l’arte.

Nell’epoca della riproducibilità totale, in cui i cataloghi di arredamento propongono le medesime stampe grafiche in milioni di copie globali, fare una scelta controcorrente significa rivendicare la propria identità. La risposta a questa omologazione risiede nella freschezza e nell’energia dei giovani artisti emergenti. Noi di Mostrami sosteniamo da sempre questo ecosistema creativo, convinti che l’incontro tra lo sguardo di un giovane talento e le pareti di una casa sia in grado di generare un valore unico. Scegliere l’arte contemporanea è un investimento culturale, emotivo ed estetico, una dichiarazione d’intenti capace di ridefinire radicalmente il rapporto tra l’individuo, l’architettura domestica e la creatività del nostro tempo.

Talenti emergenti e arte autentica_ la materia e l'intenzione contro la stampa seriale

Talenti emergenti e arte autentica: la materia e l’intenzione contro la stampa seriale

Per comprendere appieno l’abisso che separa una tela originale, creata da giovani artisti emergenti, da un poster stampato industrialmente su supporti sintetici, occorre spostare l’attenzione sull’essenza stessa della materia e dell’intenzione creativa. Quando un artista lavora nel proprio studio, ogni sua azione lascia una traccia fisica indelebile. La stesura del colore, il solco lasciato da una spatola pesante, l’incisione di una matita grassa sulla carta o la stratificazione di pigmenti puri creano una superficie tridimensionale microscopica. Si tratta di una topografia visiva viva, caratterizzata da imperfezioni deliberate, rilievi e variazioni di densità che nessuna macchina da stampa digitale potrà mai emulare.

La luce naturale che penetra dalle finestre interagisce con un dipinto originale in modo perennemente dinamico. Nel corso delle ore del giorno, il mutare dell’inclinazione dei raggi solari svela dettagli sempre nuovi: zone opache che assorbono la luce si alternano a lucentezze improvvise, i rilievi materici proiettano micro-ombre sulla tela e i colori cambiano saturazione sotto gli occhi dell’osservatore. Una stampa industriale, al contrario, risponde agli stimoli luminosi in modo statico, piatto e bidimensionale, riducendo l’esperienza a una mera riproduzione fotografica priva di vibrazione.

Un pezzo unico porta con sé la storia profonda del suo creatore: i dubbi metodologici, le sessioni di lavoro notturne, l’audacia di un segno istintivo e la freschezza concettuale tipica di chi sta plasmando il proprio linguaggio visivo. Appendere un’opera simile alla parete significa stabilire un canale di comunicazione diretto e senza filtri tra la mente del creativo e la vita quotidiana di chi abita quegli spazi. Il ruolo di Mostrami è proprio quello di facilitare questo dialogo nascosto, fungendo da canale di incontro tra committenti e giovani artisti per portare l’arte contemporanea all’interno dei contesti abitativi.

Nuove promesse dell'arte e benessere psicofisico_ l'impatto emotivo dell'opera originale

Nuove promesse dell’arte e benessere psicofisico: l’impatto emotivo dell’opera originale

Il concetto di casa è cambiato profondamente: non è più soltanto un rifugio fisico, ma un santuario emotivo ed esistenziale in cui rigenerare le proprie energie mentali. In questa prospettiva, l’inserimento di un’opera d’arte originale smette di essere un lusso superfluo per trasformarsi in un potente strumento di benessere psicologico quotidiano. La psicologia ambientale dimostra che gli oggetti di cui ci circondiamo hanno un impatto diretto sui nostri livelli di cortisolo (l’ormone dello stress) e sulla stimolazione delle aree cerebrali legate al piacere, al rilassamento e alla salute psicofisica generale.

Le visioni libere delle nuove promesse del panorama artistico contemporaneo offrono una via d’accesso immediata a questi benefici, agendo positivamente sia sulla nostra risposta emotiva — attraverso la riduzione dello stress, una connessione empatica viva e il rilascio di dopamina — sia sui nostri processi cognitivi, stimolando la neuroplasticità, offrendo un effetto di rigenerazione visiva e incrementando le capacità di problem solving.

Il gesto creativo e la risonanza empatica: come ridurre lo stress

Guardare un’opera originale attiva nel nostro cervello i cosiddetti “neuroni specchio“. Quando osserviamo la pennellata materica o il gesto istintivo impresso sulla tela da un talento contemporaneo, il nostro sistema nervoso riproduce inconsciamente l’azione motoria ed emotiva compiuta dall’artista nel momento della creazione. Questo fenomeno, noto come risonanza empatica, genera un profondo senso di connessione umana e combatte la sensazione di isolamento tipica dei ritmi moderni. La presenza di una traccia umana tangibile — la vibrazione della materia, l’imperfezione della stesura a mano — agisce come un calmante visivo, abbassando la frequenza cardiaca e regalando una sensazione di radicamento (grounding) che le immagini asettiche prodotte in serie non potranno mai offrire.

Creativi contemporanei: i loro nuovi linguaggi e la rigenerazione dell’attenzione 

Nell’arco di una giornata, la nostra attenzione selettiva viene costantemente prosciugata dalle notifiche degli smartphone, dai monitor dei computer e dalle scadenze quotidiane. Questo sovraccarico cognitivo porta all’esaurimento mentale. La produzione visiva di stampo astratto o concettuale applica perfettamente quella che in psicologia viene definita Attention Restoration Theory (Teoria della Rigenerazione dell’Attenzione). Di fronte a un’opera aperta e astratta, che non impone un significato univoco o immediato come una fotografia commerciale, la mente umana entra in uno stato di “attenzione involontaria” o fascinazione morbida. Lo sguardo vaga libero tra i colori e le forme senza uno scopo utilitaristico; questo esercizio visivo permette alla corteccia prefrontale di riposarsi e rigenerarsi, migliorando la chiarezza mentale, la tolleranza alla frustrazione e la capacità di visione d’insieme una volta tornati alle attività tradizionali.

Pittori emergenti in salotto_ regole di posizionamento e geometrie visive

Pittori emergenti in salotto: regole di posizionamento e geometrie visive

Il salotto, o living room, rappresenta storicamente e architettonicamente il centro nevralgico delle relazioni all’interno di una casa. È lo spazio in cui l’opera d’arte dialoga in modo continuativo sia con i membri del nucleo familiare sia con gli ospiti di passaggio, fungendo spesso da vero e proprio catalizzatore visivo e concettuale. Saper collocare un quadro con rigore geometrico ed equilibrio spaziale è l’atto finale che ne decreta il successo all’interno del progetto d’arredo. Trattare le tele come semplici elementi riempitivi per pareti vuote è l’errore più comune da evitare: l’arte non deve subire lo spazio, deve guidarlo.

Opere originali ad altezza occhi la regola dei cinque dodicesimi

Opere originali ad altezza occhi: la regola dei cinque dodicesimi

Il posizionamento verticale di un quadro è fondamentale per garantirne la corretta fruizione visiva. Nei musei e nelle gallerie d’arte contemporanea internazionali si applica una regola aurea: il centro esatto dell’opera (indipendentemente dalle dimensioni della cornice o del telaio) deve trovarsi a una distanza compresa tra i 150 e i 155 centimetri rispetto al livello del pavimento. Questa misura corrisponde all’altezza media della linea dell’orizzonte degli occhi umani. Seguire questo criterio all’interno del salotto evita l’effetto antiestetico di quadri appesi troppo in alto — un errore frequente che costringe l’osservatore a flettere il collo — favorendo invece una contemplazione naturale, rilassata e ravvicinata.

Tele d’autore sopra il divano: le proporzioni strutturali per il bilanciamento

La parete sovrastante il divano è l’area più ambita e visibile del salotto, ma richiede una gestione meticolosa delle proporzioni volumetriche per evitare squilibri d’insieme. Quando si sceglie di posizionare una grande tela singola o un polittico (una composizione coordinata di più lavori), occorre applicare la regola dei due terzi:

  • dimensione ideale: la larghezza complessiva dell’opera (o dell’insieme dei quadri comprensivi degli spazi intermedi) deve occupare un’estensione compresa tra i 2/3 e i 3/4 della lunghezza totale del divano sottostante;
  • bilanciamento: Un’opera troppo piccola rispetto alla seduta sembrerà fluttuare nel vuoto in modo anonimo, perdendo potenza espressiva. Al contrario, un quadro che eccede le dimensioni del divano genererà un senso di oppressione visiva e instabilità, facendo percepire il soffitto e l’arredo circostante come schiacciati dal peso della tela.

Giovane arte emergente in ufficio_ come trasformare lo smart working

Giovane arte emergente in ufficio: come trasformare lo smart working

Il mondo professionale ha subito una trasformazione radicale, portando alla fusione sempre più netta tra spazi lavorativi e ambienti domestici. Che si tratti di un ufficio direzionale o di una nicchia dedicata allo smart working ricavata all’interno del proprio appartamento, la presenza dell’arte contemporanea ha cessato di essere un mero sfarzo per assumere funzioni strategiche legate al benessere cognitivo e alla proiezione dell’identità professionale:

  • quadri contemporanei come stimoli cognitivi e pause visive: collocare un quadro originale nel campo visivo di chi lavora favorisce la concentrazione e riduce lo stress da fatica mentale. Tuttavia, la scelta del linguaggio espressivo deve essere calibrata con attenzione. È consigliabile evitare lavori eccessivamente caotici, cupi o visivamente disturbanti posizionati direttamente di fronte alla sedia operativa, a meno che il tipo di professione non richieda una continua e deliberata provocazione intellettuale. Al contrario, le composizioni concettuali, la fotografia di ricerca o l’astrattismo geometrico si rivelano alleati straordinari. Queste opere offrono all’occhio una pausa visiva sofisticata durante i momenti di riflessione profonda o di stanchezza da schermo, permettendo alla mente di vagare all’interno di forme e geometrie pulite per poi ritornare alle mansioni lavorative con una rinnovata energia;
  • opere uniche sullo sfondo per sviluppare personal branding nelle videochiamate: nell’attuale panorama lavorativo, gran parte delle relazioni commerciali, delle consulenze e delle riunioni avviene attraverso piattaforme di videoconferenza. La parete retrostante la postazione di lavoro è diventata a tutti gli effetti un biglietto da visita digitale. Curare lo sfondo delle videochiamate non è più un dettaglio trascurabile, ma un’azione di posizionamento d’immagine fondamentale. Sostituire uno sfondo virtuale sfocato o una libreria disordinata con un quadro originale trasmette immediatamente messaggi precisi all’interlocutore:
    • ricercatezza e cura del dettaglio: dimostra che l’ambiente lavorativo è frutto di una progettazione estetica accurata;
    • apertura mentale e contemporaneità: l’arte parla la lingua del presente e del futuro, associando la figura del professionista a concetti di innovazione e dinamismo;
    • supporto alla cultura: testimonia una sensibilità etica e sociale volta a sostenere l’economia culturale indipendente e le nuove generazioni di creativi.

Giovani artisti emergenti secondo Mostrami_ un investimento d'arredo accessibile e di valore

Giovani artisti emergenti secondo Mostrami: un investimento d’arredo accessibile e di valore

La filosofia che ci guida in Mostrami si fonda su una convinzione radicata: l’arte contemporanea autentica e di qualità non deve rimanere confinata all’interno di un circuito elitario e inaccessibile, ma deve integrarsi capillarmente nella dimensione quotidiana e nell’architettura delle case reali. Esiste un pregiudizio diffuso secondo cui acquistare un’opera unica comporti necessariamente esborsi finanziari proibitivi. Questo scenario si verifica principalmente quando ci si rivolge in modo esclusivo ai grandi nomi storicizzati, le cui quotazioni includono enormi ricarichi speculativi dovuti alle dinamiche delle gallerie tradizionali.

Mettendo al centro del nostro lavoro la promozione dei talenti artistici emergenti, scardiniamo completamente questo paradigma. Il mercato dell’arte indipendente offre la straordinaria opportunità di scoprire intelligenze visive pure nella fase iniziale della loro carriera professionale. Questo permette ad appassionati, interior designer e collezionisti privati di acquistare opere originali di alto livello formale ed estetico a costi decisamente contenuti e sostenibili.

Investire nella creatività d’avanguardia tramite la nostra selezione non è solo un’operazione d’arredo conveniente, ma rappresenta un acquisto intelligente sotto molteplici punti di vista. Da un lato, si ha la certezza di possedere un pezzo irripetibile, destinato a caratterizzare la casa per gli anni a venire; dall’altro, si avvia una vera e propria collezione privata che, nel corso del tempo, potrebbe vedere incrementare il proprio valore economico in base all’evoluzione della carriera dell’artista. È il modo più autentico per inserire un frammento di futuro all’interno delle proprie pareti domestiche.

Giovani artisti indipendenti e interior design consapevole_ l'impatto di una scelta unica

Giovani artisti indipendenti e interior design consapevole: l’impatto di una scelta unica

I giovani artisti emergenti che si affacciano sulla scena contemporanea possiedono una capacità promettenti: la capacità di intercettare, metabolizzare e restituire sotto forma di immagini, texture e concetti le tensioni sociali, i linguaggi tecnologici, le urgenze ecologiche e le sensibilità estetiche del nostro esatto momento storico. Portare le loro creazioni all’interno della propria abitazione significa stabilire una connessione autentica con il presente. Il circolo virtuoso che si viene a creare è immediato: il collezionista sostiene economicamente lo sviluppo del giovane autore e, in cambio, riceve un’opera unica e materica capace di ridefinire l’energia dei propri ambienti, innescando una continua generazione di freschezza e innovazione visiva all’interno della casa.

Mentre i capolavori del passato custoditi nei musei mantengono intatto il loro valore storico, le riproduzioni industriali stampate in serie rimangono inevitabilmente espressione di epoche distanti dalle complessità odierne. Un quadro astratto dipinto oggi o una fotografia concettuale che indaga il nostro tempo parlano una lingua che comprendiamo intimamente, poiché è la stessa che respiriamo ogni giorno fuori dalle mura domestiche.

La nostra attività con il collettivo di Mostrami nasce per sostenere questo circolo virtuoso, offrendo visibilità a chi crea e garantendo a chi arreda la certezza di una scelta consapevole. Scegliere l’arte d’avanguardia di giovani artisti emergenti permette di compiere un salto di qualità nell’interior design: si passa dall’idea di una casa semplicemente “decorata” all’idea di una casa profondamente “narrata“. Ogni volta che lo sguardo si poserà su quella tela posizionata nel salotto o dietro la scrivania dell’ufficio, non si vedrà un mero accostamento cromatico, ma si leggerà una storia di ricerca, di evoluzione e di coraggio espressivo. Abbracciare il talento dei giovani artisti emergenti significa rifiutare l’omologazione industriale per accogliere l’irripetibile meraviglia dell’autenticità, investendo concretamente sulla salute emotiva, sul benessere psicofisico e sull’orizzonte intellettuale dei propri spazi di vita.

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Call artistica “Mostrami 4 Umberto Cesari”: abbiamo il vincitore

Venerdì 10 ottobre 2025 è stato annunciato il vincitore della call artistica “Mostrami 4 Umberto Cesari”, tra più di 190 contendenti.

Tra loro, grafici, illustratori, pittori e digital artist, sia italiani che internazionali, si sono impegnati nella realizzazione di tre etichette per tre vini della linea MOMA della nostra partner, eccellenza del settore vinicolo, Umberto Cesari di Castel San Pietro (BO), in Emilia-Romagna. Questa call è anche la quarta edizione dell’Umberto Cesari Art Contest, che dal 2011 promuove giovani talenti con l’obiettivo di dare continuità all’abbinamento tra vino e arte e innovare periodicamente le etichette della linea MOMA. Questa iniziativa non è solo un progetto artistico, ma anche un esempio concreto di come l’arte possa dialogare con il mondo delle aziende e nello specifico del vino, raccontandone valori, emozioni e identità culturale. Quest’anno l’azienda, data la sua affinità con il mondo dell’arte, ha deciso di affidarsi a Mostrami per indire l’edizione 2025.

 

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Arte e vino: la storia della Umberto Cesari e della linea MOMA

La storia di Umberto Cesari inizia negli anni ‘60, quando l’omonimo fondatore acquista 20 ettari di vigneto e dà inizio alla sfida di una vita: fare del Sangiovese un vino d’eccellenza, amato in tutto il mondo; valorizzando le uve autoctone della regione come l’Albana di Romagna, il Trebbiano e il Pignoletto. A posteriori, possiamo affermare che questi obiettivi sono stati raggiunti. Infatti, oggi come oggi l’azienda comprende 12 Tenute in zona collinare tra Castel San Pietro Terme e Montecatone di Imola, tutte gestite secondo i dettami della viticoltura sostenibile e con un metodo produttivo che fonde sapientemente il valore dell’esperienza artigianale con le tecnologie più avanzate; una vera e propria testimonianza dell’eccellenza italiana. I valori fondanti e consolidati dell’azienda sono quelli dell’heritage, della sostenibilità, dell’innovazione, del consumo responsabile e della convivialità.

MOMA, attorno al quale ruota tutto il concept della call artistica, è la linea di Umberto Cesari dedicata al mondo dell’arte. Infatti, il nome stesso è l’acronimo My Own Masterpiece. Ogni bottiglia MOMA nasce come un incontro tra arte e vino, un oggetto da collezione che unisce estetica, gusto e storytelling visivo. Nel corso degli anni, la linea si è affermata come una vera e propria vetrina per artisti emergenti, diventando un laboratorio creativo dove la sensibilità artistica incontra la cultura del vino italiano.

Se volete saperne di più su Umberto Cesari e su MOMA, vi rimandiamo al sito dell’azienda vitivinicola.

 

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Il contest artistico: una breve spiegazione delle regole e dei premi

Come anticipato nell’introduzione, gli artisti si sono ritrovati a competere per la realizzazione delle creatività per ognuna delle tre etichette della linea MOMA, rispettivamente vino bianco, rosso e bollicine. La proposta vincitrice sarebbe stata utilizzata con uso esclusivo dall’azienda vinicola Umberto Cesari e utilizzabile su ogni suo mezzo di comunicazione, stampa, digitale e social per 8 anni. L’artista vincitore avrebbe percepito la somma di €2.500 lordi riconosciuti da Mostrami; mentre gli altri 5 artisti corrispondenti alle rimanenti 5 proposte in short list avrebbero ricevuto un premio in natura di tre casse di vino ciascuno (MOMA bianco, MOMA rosso e MOMA spumante) inviate dalla Umberto Cesari, per un valore commerciale pari a €200.

I 4 valori attorno ai quali avrebbero dovuto ruotare le proposte sono quelle che l’azienda vinicola porta avanti da decenni:

  • heritage, sostenibilità e innovazione;
  • consumo responsabile e benessere;
  • socialità e convivialità: qualità e tempo necessario per vivere in un “convivium”;
  • interpretazione di come il vino faccia parte della nostra tradizione alimentare.

Negli scorsi mesi, l’output della call è stato votato dalla commissione tecnica composta da membri della Umberto Cesari e di Mostrami e dal pubblico online che ha selezionato 6 opere finaliste e che hanno decretato il vincitore.

 

progetti artistici aziendali giovani artisti emergenti vino e arte call artistica azienda vinicola i 6 finalisti

 

Call artistica “Mostrami 4 Umberto Cesari”: le 6 opere finaliste

Dopo una selezione tra le 600 opere illustrative, grafiche, pittoriche e digitali siamo arrivati alle 6 creatività finaliste:

Chiara Lombardo con “Sintesi MOMA”: quattro forme simboliche – cerchio, rettangolo, foglia e ottagono – raccontano il legame tra vino, tempo, natura e territorio;

Malina Amariutei con “La terra”: un’illustrazione ispirata ai campi della tenuta Umberto Cesari, che celebra la geometria naturale del paesaggio vitato;

Shura Baggio con “Icons”: un pattern di simboli che evocano antiche scritture e trasmettono valori come condivisione, cura e visione;

Matteo Macciò con “Eclissi”: l’eclissi diventa metafora di lentezza e consapevolezza, un invito a godere il vino come gesto di equilibrio e benessere;

Matteo Macciò con “Trame”: linee morbide e colori naturali richiamano i profili dei vigneti e la bellezza della condivisione autentica;

Caterina Avogadri con “Concetto del viticcio” e “Oro in bottiglia”: il viticcio simboleggia esplorazione e relazione, come la vite che si espande verso l’ambiente.

Le proposte selezionate hanno mostrato approcci diversi; ma tutte sono state accomunate dalla capacità di coniugare linguaggio artistico e storytelling aziendale.

 

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La vincitrice del contest artistico 

La vincitrice della call “Mostrami 4 Umberto Cesari” è proprio Chiara Lombardo con la sua “Sintesi MOMA. L’artista spiega il concept dietro la grafica nel seguente modo:

“Il progetto si basa su quattro forme: il cerchio, simbolo del sole e dello scorrere del tempo; il rettangolo, stilizzazione dell’azienda Umberto Cesari; la foglia, ovvero una forma ellittica appuntita, che richiama la natura e la sostenibilità; e l’ottagono a 12 punte, riferimento astratto alle 12 Tenute situate tra le colline di Castel San Pietro Terme e Montecatone di Imola. I colori variano per esprimere le diverse anime dei vini: fresco per il bianco, intenso per il rosso, raffinato per lo spumante”. Un linguaggio grafico essenziale ma ricco di significato, capace di fondere l’identità visiva del brand con una visione poetica e contemporanea del vino come opera d’arte.

 

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I servizi di progetti artistici offerti da Mostrami

La call “Mostrami 4 Umberto Cesari” è solamente una dei tanti progetti artistici promossi dal collettivo di Mostrami per le aziende partner. Ogni giorno il team si preoccupa di segnalare e indire contest artistici che permettono ai giovani artisti emergenti di parteciparvi e potenzialmente vincerne premi di vario genere (denaro, cataloghi, esposizioni ecc.). Oltre a queste attività, Mostrami ne propone molte altre per il mondo aziendale:

  • organizzazione di eventi e mostre;
  • realizzazione di murales sia per ambienti esterni che interni, di qualsiasi dimensione;
  • curatela e restyling, con noleggio, vendita e realizzazione di opere e coordinamento di installazioni e progetti;
  • business gifts per ricorrenze, festività e anniversari in azienda.

Se queste attività hanno destato la vostra curiosità e foste interessati a realizzarle, vi rimandiamo alla pagina per un quadro più completo dei servizi di progetti artistici aziendali offerti da Mostrami.

Inoltre, siamo a vostra disposizione per un contatto diretto a info@mostra-mi.it per realizzare il vostro progetto artistico su misura, per un’esperienza altamente customizzata per qualsiasi idea creativa che possa coinvolgere artisti.